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Il matrimonio perfetto, secondo lui.

Mi sembra di vederti in quel giorno speciale. Si, sto parlando del giorno del tuo matrimonio. Era tutto bellissimo, perfetto, come in un sogno, proprio come lo avevi immaginato. La chiesa, i fiori, gli invitati, l’atmosfera festosa a fare da sfondo a voi due, entrambi emozionati e magnifici come non lo siete mai stati prima. Che ricordi splendidi, vero?

L’amore è musica.

Ricordi come ti faceva sentire la prospettiva di una vita insieme, subito prima del grande passo? Bastava guardarsi negli occhi per un istante o stringersi in un abbraccio e la magia aveva inizio. Nella vostra testa partiva in sincrono la musica sensuale di Marvin Gaye, così potente, così intensa da farvi dimenticare tutto il resto. Eri sicuro che non sarebbe mai cambiato. La grande scommessa della tua vita. La forza dirompente del vostro amore avrebbe solo potuto crescere, e crescere e crescere ancora. Niente sarebbe mai stato bello come voi due insieme e tra poco il vincolo sacro del matrimonio vi avrebbe resi inseparabili. La vita è davvero una cosa meravigliosa!

Lui, sei mesi dopo.

Eh già! Come passa il tempo. Tutto bellissimo, per carità. Il viaggio di nozze che ci hanno regalato i suoi genitori è stato carino. Forse avrebbero dovuto chiederci un parere, prima di prenotare il tour in pullman a San Giovanni Rotondo, quello che la Parrocchia dell’Addoloratissima organizza tutti gli anni. Non che sia stato spiacevole, anzi! Il posto era molto suggestivo e Don Piercarmelo diventa proprio simpatico dopo il secondo bicchiere di vino. Peccato solo che mia suocera sia stata male sulla strada del ritorno, mentre era impegnata a guardare il ragazzo che faceva la presentazione dell’ innovativa batteria di pentole “Truffald-Inox”.

Mia moglie (ancora mi suona strano chiamarla così) è meravigliosa, come sempre. Solo ho notato che ogni tanto ha il viso un pò pallido al mattino, soprattutto quando mi sveglio prima di lei. Poi, senza un motivo, corre in bagno e dopo qualche minuto ne esce che sembra una Dea, come se fosse rinata, col suo solito aspetto perfetto. Credo debba ancora abituarsi alla nostra nuova vita insieme.

Un anno e mezzo dopo.

E’ da un mesetto che mia moglie dorme col pigiama di pile e le calze ignifughe, quelle di lana di roccia che ha comprato su Mediashopping. Sospetto che non si senta bene, ma a volte diventa un po’ irascibile e non ho il coraggio di chiedere cosa le succeda. Ormai sono abituato a vederla struccata e al mattino la riconosco quasi subito.

L’altro giorno era un po’ contrariata, perchè ho dimenticato la tavoletta del water alzata per la sedicesima volta (le ha contate, non è da lei). Ho provato a spiegarle che per noi maschi è un segnale distintivo di virilità, ma se n’è andata mormorando “ma vai a cagare”. Credo stia passando un periodo stressante sul lavoro. Deve essere per forza così.

Tre anni dopo.

Stamattina la moglie si è svegliata con un alito da triceratopo. Da quando aspetta il bambino mangia cipollotti e peperoni in pinzimonio tutte le sere. Sarei un mostro se urtassi la sua sensibilità facendole notare che i suoi rari “ti amo”, sussurrati nell’orecchio, hanno un pesante effetto lacrimogeno sul mio intero organismo. Lei crede che io mi emozioni perchè sta per arrivare nostro figlio. Certo, non vedo l’ora di tenerlo tra le braccia, è naturale, ma non ho il cuore di confessarle la verità.

Sette anni dopo.

Quella lì mi sta davvero facedo innervosire. Una cosa le avevo chiesto! Solo una stupida camicia stirata per la maledetta riunione di stasera. E invece cosa fa? Sta al telefono con quell’arpia di mia suocera per un’ora e mezza (e si dimentica pure di preparare la merenda a mio figlio, il mio bambino!)

E cosa si raccontavano? Di com’erano vestite quella e quell’altra alla Santa Messa di domenica, e del bel discorso che ha fatto il prete sulla pecorella smarrita. Te la do io la pecorella smarrita, che se non ricominci a depilarti, prima o poi ti passo vicino con la smerigliatrice! Io non ci sono mai andato in chiesa e sto benissimo lo stesso! E poi che cavolo ci sarà di speciale ad andare tutte le domeniche a sentire la predica di un prete etilista che si chiama Piercarmelo?

Quindici anni dopo.

Finalmente la stronza è uscita a cena con le sue amiche, e il pupo si ferma a dormire dai nonni, così posso guardarmi la Tribuna Politica in santa pace. Lo so che fa apposta. Ogni volta che mi metto comodo sul divano decide che è proprio il momento di spolverare. Quando passa davanti alla televisione, con quel culone tutto fasciato di spandex nero, sembra l’eclissi solare, e ho pure la sfiga di non avere gli occhiali scuri per proteggere la vista.

Sono quattro giorni che mi obbliga a mangiare cime di rapa, che “è stagione e ti fanno benissimo all’intestino”.  A parte che il mio intestino sta una favola, e lo dimostra il fatto che tutte le mattine la strega, con la sua solita teatralità, lascia la finestra spalancata per quattro ore dopo aver usato tutta la bomboletta di deodorante direttamente dentro la tazza. Poi ho bisogno di mangiare anche quello che pare a me, brutta egoista, faccia di cacca che non sei altro!

Guarda, mi ha lasciato anche un biglietto sul tavolo, probabilmente perchè vuole che senta la sua opprimente presenza anche quando è fuori casa. C’è scritto: “Sorpresa! Ti ho preso la pizza. E’ in forno ed è solo da scaldare, e in frigo c’è la tua birra preferita, così ti rilassi un po’ anche tu! Baci baci xxx”.

Che carina, però. In effetti, ora che ci penso meglio, quando si mette quei leggins di spandex ha un fascino tutto suo, particolare. Anche le cime di rapa non sono male, dopotutto. E lo schermo della tv, visto da qui, è proprio bello lucido.

Speriamo che non faccia troppo tardi, così stiamo un pò insieme.

 

 

 

 

Senzapenna

I pensieri di una scribacchina.

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